L’Adda leonardesca e lo spettacolare connubio tra storia e natura

La ciclabile dell’Adda è probabilmente uno dei musei a cielo aperto più completi esistenti.

Un percorso, evidenziato dall’Ecomuseo Adda che oggi lo tutela, che consente di vivere appieno un’esperienza magica e diretta nella natura. A stretto contatto anche con architettura, fauna, botanica e storia, visto il passato di confine di questo territorio. L’area beneficia infatti dello storico confine assunto per centinaia di anni tra Ducato di Milano e Repubblica di Venezia.

Numerose le varianti di gita che si possono vivere qui, sfruttando il lungo tragitto dell’alzaia del fiume, che corre accanto al corso dell’Adda, da Trezzo d’Adda ad Imbersago, attraverso Cornate, Paderno e Robbiate. Una di queste prevede la partenza dal Castello Visconteo di Trezzo, magari dopo la salita sulla torre della fortezza – fatta costruire da Bernabò Visconti nel 1370 in funzione difensiva, e in parte ricostruita a diverse riprese – e la vista panoramica dal mastio, alto 42 metri. Un baluardo in cui sono annidati misteri e leggende sulla presunta presenza di fantasmi. La successiva tappa porta alla Centrale Idroelettrica Taccani, in cui ci si imbatte scendendo al fiume. Lo storico impianto è oggi proprietà di ENEL.

castello visconteo trezzo

Proseguendo oltre, sulla strada sterrata s’incontrano quindi le storiche centrali idroelettriche del tratto rivierasco cornatese. Prima la Esterle, esempio di stile Liberty, realizzata nel 1914 per le richieste energetiche sempre più importanti di Milano. E a breve distanza, nella frazione di Porto d’Adda, incontriamo la Bertini, edificata dalla Edison nel 1898.

Si apre a questo punto uno dei passaggi più suggestivi del percorso, dove si ha modo di apprezzare la bellezza e l’impetuosità dell’acqua del fiume. Per la sua naturale impraticabilità, Leonardo penso nei suoi studi di affiancargli il Naviglio di Paderno, con le sue chiuse che ancora oggi testimoniano l’incredibile opera idraulica e che si possono apprezzare da vicino. E in questo scorcio che pare Leonardo abbia trovato ispirazione per creare lo sfondo del suo celebre capolavoro, La Vergine delle Rocce.

Poco oltre, da una scalinata si arriva al caratteristico e panoramico Santuario della Madonna della Rocchetta. Realizzato sulla cima di un picco roccioso nel 1386 per volere del nobile Beltrando da Cornate, permette un colpo d’occhio invidiabile alle sottostanti rapide dell’Adda nella zona del medio corso. E sembra che a soffermarsi sulla sua bellezza sia stato anche Leonardo, al tempo del suo soggiorno presso la famiglia Melzi di Vaprio. Proseguendo ancora, si incontra il mastodontico Ponte di Paderno, per entrare nel territorio di Robbiate, dove si passa accanto alla Centrale Idroelettrica Semenza e alla Diga, fino ad Imbersago. È valida anche l’opzione del tragitto opposto, seguendo in questo caso la stessa direzione del fiume.

santuario madonna rocchetta paderno d'adda

 

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