La Biennale veneziana della Brianza

Un orgoglio della creatività delle arti figurative e del design, del territorio brianzolo e non solo.

Fiore all’occhiello del paese, il Museo d’Arte Contemporanea (MAC) di Lissone è un libro aperto che illustra nei suoi ambienti moderni, l’evoluzione di un’area, quella brianzola, importante sia economicamente che commercialmente.

E lo fa attraverso il Premio Lissone, che dal 2002 mette in risalto energie ed abilità pittoriche, non solo del territorio in cui è collocato, legate alle arti figurative. Alternandosi ogni due anni con il Premio Lissone Design, altro interessante palco di prova, per le potenzialità invece dei giovani designer.

Due vetrine sempre più consolidate a livello di visibilità, che rappresentano la naturale continuazione di quell’ambizioso percorso iniziato nel 1946 (e concluso nel 1967) con la prima fase del Premio Lissone.

Il concorso, di respiro internazionale, è stato ideato dall’artista varesino Gino Meloni (premiato anche dalla Biennale di Venezia che gli ha dedicato una sala personale, in due diverse edizioni della manifestazione), artista versatile che il MAC omaggia oggi con una sala dedicata al piano interrato, integrandone l’opera con la collezione permanente del museo, e come doveroso tributo all’ispiratore del Premio. Una collezione che vanta nomi come Birolli, Gualtiero Adami e Vedova. 

mac lissone

L’importanza del Premio è confermata dal calibro dei componenti della giuria critica che nel tempo sono stati chiamati a giudicare i partecipanti nelle varie edizioni. Qualità ‘plus’ del concorso è inoltre il criterio di scelta dei partecipanti, selezionati anche al di fuori del ristretto contesto territoriale del MAC, attingendo in Italia e all’estero.

Dalla nascita nel 1946, fino al 1999, il Premio è stato diretto dall’associazione Famiglia Artistica Lissonese, che ne ha poi ceduto la titolarità al neo istituto MAC. Attestato nei pressi della stazione ferroviaria, è il Museo Civico e pinacoteca di Lissone, progettato su un’area di 30mila metri quadri, sul suolo che fino ad un incendio del 1940, ha ospitato lo storico Mobilificio Meroni.

Un motivo in più per proseguire una tradizione del design consolidata, che in paese, insomma, sembra proprio non passare di moda. La riprova è l’edizione Design, che ad ogni tornata è sempre più chiacchierata. Una parte delle opere che partecipano ai concorsi, Premio Lissone e Lissone Design, rimangono poi in visione nella collezione permanente, in precedenzain visione a Palazzo Terragni.

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