Van Eyck, il padre del Rinascimento nordico si svela in un video

Anche una delle rassegne temporali più attese del panorama culturale europeo nel 2020, si è vista costretta a spostarsi in rete.

Parliamo di Van Eyck, An Optical Revolution, al Museo di Belle Arti di Gent dallo scorso febbraio e interrotta per cause di forza maggiore: una mostra probabilmente irripetibile, specie per le dimensioni delle opere del padre del Rinascimento nord-europeo esposte che ne renderebbero difficoltoso l’allestimento. Il riferimento è soprattutto all’opera principe e più rinomata della sua innovativa produzione, il mastodontico Polittico dell’Agnello Mistico, realizzato per la cattedrale di San Bavone di Gent.

Un lavoro monumentale formato da 12 pannelli sul tema della Redenzione, e più volte nei secoli oggetto di spostamenti e restauri. L’ultimo, terminato all’inizio del 2020, è stato condotto proprio al Museo di Gent. Il corpo di opere in visione è numericamente contenuto (da vedere anche il dittico dell’Annunciazione del Thyssen-Bornemisza di Madrid), ma riveste un’importanza smisurata sotto il profilo dell’innovazione portata.

Il progetto Visitflanders, a questo proposito, incentrato sulla valorizzazione del patrimonio culturale fiammingo, ha lanciato l’iniziativa virtuale Stay At Home Museum, includendovi anche la mostra al museo di Gent. Il direttore dell’istituzione è infatti protagonista di un video in cui spiega la mostra e l’artista.

Jan Van Eyck fu rivoluzionario non solo dello stile dell’arte europea nordica (spesso viene accostato a Masaccio per l’idea ben messa in pratica di superare la scarsa adesione al reale dell’arte tardo-gotica), basato su una resa della realtà analitica, tipica dei primitivi fiamminghi (ma in Van Eyck ancora più marcata), di cui fu iniziatore, ma anche della tecnica del colore in qualità di perfezionatore della pittura ad olio, che gradualmente sostituì in Europa la tempera.

Nel continente fu praticamente un dominatore quasi incontrastato della sua epoca, la prima metà del Quattrocento, in attesa dell’arrivo dei grandi del Rinascimento italiani, mantenendosi in costante contatto con i poteri politici delle Fiandre per gran parte della sua attività: spicca su tutti il ruolo di pittore di corte di Filippo il Buono, duca di Bruges, dal 1425 fino alla morte nel 1449. Quanto alla sua residenza, negli anni della maturità artistica si stabilì a Lille, quindi a Bruges, dove visse dal 1432 alla morte.

van Eyck

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