Casino di caccia Borromeo, delizioso angolo rustico ad Oreno

Fra le sue peculiarità storico-architettoniche, l’area vimercatese presenta una testimonianza ben conservata, del passaggio temporale tra il modello del casino di caccia e la villa rinascimentale lombarda.

Non mancano infatti elementi e riferimenti costruttivi per collocare l’edificio rustico “di svago”, sito nel centro storico di Oreno di Vimercate e appartenente alla nobile famiglia dei Borromeo, in questa transizione. Alla tenuta di caccia, sottolineata dall’esterno in mattoni in muratura a vista e risalente al 1460 circa, si accede da un’accogliente corte rustica. L’edificio è disposto su due piani, con loggiati su uno dei due livelli, e comprende una costruzione precedente di epoca medievale, opera dei Della Padella.

All’interno l’ambiente artisticamente più interessante è una stanza di una torretta trecentesca preesistente, che sulle pareti rivela un ciclo pittorico decorativo di affreschi del XVI secolo dal tema gotico-cortese, riscoperti sotto uno strato di calce nel 1927 dall’allora proprietario, il conte Gian Carlo Borromeo. Avviato il restauro, la destinazione agricola del sito, con il fienile e le stalle, è rimasta fino agli anni “70.

casino di caccia borromeo - oreno

Le scene della torretta richiamano il passatempo della caccia, riferimento diretto ad uno degli svaghi prediletti in ambito nobiliare – che veniva praticato dai nobili esponenti proprio nel parco all’italiana che arricchisce la corte correndovi intorno – in alternanza con altre scene di ambito cortese, dove a risaltare sono figure quali dame, cavalieri e gentiluomini. È possibile che l’occasione per la produzione del ciclo sia infatti un matrimonio nella corte. Si tratta, ad ogni modo, di una delle attestazioni meglio conservate di pittura profana nel Quattrocento in Lombardia. Sopra le scene corre un fregio in cui motivi floreali si alternano agli stemmi dei Della Padella.

Sulla paternità del ciclo, lo stile dell’autore, dal chiaro sapore gotico internazionale, mostra punti di contatto sia con le scene della Cappella di Teodolinda realizzate dai fratelli Zavattari, che con il ciclo dei “Giochi” di Palazzo Borromeo a Milano, databile entro la metà del Quattrocento, oltre che l’influenza del Pisanello, illustre esponente del gotico internazionale.

La visita al complesso è completata appunto da un pittoresco parco all’inglese che orla il casino. Il possedimento nel corso dei secoli è passato da una casata nobile all’altra, dai Della Padella ai d’Adda, fino ai Borromeo, mantenendo invariato e per fortuna ancora in buono stato il suo fascino secolare. 

torretta medievale casino di caccia borromeo

 

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