I tesori della Ca’ Granda di Milano

Un museo per mettere in vetrina la benevolenza regalata nei secoli all’ospedale sotto forma di donazioni.

Con questo intento è stato messo a punto e inaugurato nel 2019 lo spazio espositivo dei Tesori della Ca’ Granda. Voluto dalla Fondazione Ca’ Granda Policlinico, è un unicum per concezione, in quanto proprietà di un nosocomio, l’Ospedale Maggiore di Milano. Un’istituzione storica per la città per via del suo legame con la casata Sforza. Fu il duca Francesco Sforza che nel 1456 ne promosse la nascita per ingraziarsi il popolo milanese, che dopo la morte di Filippo Maria Visconti nel 1447, si ribellò di fronte allo spettro di un’altra dominazione, autoproclamando la Repubblica. Da qui Francesco Sforza, che aveva sposato l’erede di Filippo Maria, Bianca Maria, dovette fare qualcosa per conquistarsi la sua gente.

All’epoca l’opera monumentale acquisì tra l’altro un valore simbolico notevole, dal momento che fino ad allora i malati venivano curati in vari ospizi sparsi per la città. Proprio per l’importanza che assunse quindi il presidio, inizialmente adibito alla cura dei poveri, poi via via ampliato ad altre esigenze, nei secoli successivi divenne oggetto di importanti elargizioni che valsero numerosissime committenze all’ospedale, che iniziò a chiedere ad artisti, spesso di primo piano, di ritrarre i benefattori milanesi più famosi e generosi, così da averne ricordo e da incentivarne l’emulazione. Una moda proseguita poi fino all’800.

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La collezione è quindi rimasta custodita nel caveau sotterraneo dell’ospedale per secoli, mentre ciclicamente alcune opere venivano esposte in occasione della locale Festa del Perdono (la festa venne istituita da Papa Pio II nel 1459 proprio per incentivare la generosità nei confronti dell’Ospedale Maggiore attraverso la concessione di un’ indulgenza plenaria a coloro che partecipano alla Messa che si tiene in occasione della ricorrenza, ogni 25 marzo). Troppo poco per un patrimonio di oltre 900 tele, che annovera nomi del calibro di Segantini, Hayez, Mosè Bianchi, Mario Sironi, Emilio Longoni, il Pitocchetto, solo per citarne alcuni.

Nell’attuale sede amministrativa dell’ospedale in via Sforza è stato quindi individuato l’ambiente espositivo, che dal 2019 in cinque sale espone la collezione permanente di 23 quadri, mentre in una sesta si avvicendano le temporanee che fanno ruotare il resto della collezione. In mostra anche strumenti medici e scentifici dal 1800 fino a oggi, i ritratti dei medici dell’ospedale, e cinque sculture tra cui il duca Francesco Sforza promotore dell’opera e San Carlo Borromeo, fra i primi benefattori del complesso.

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