Il museo a cielo aperto nel comune più piccolo d’Italia

Le meraviglie artistiche del belpaese non conoscono limiti geografici.

C’è un esempio naturale che conferma questa impressione nel basso lecchese. Inserito in un paesaggio alpino di grande pregio, ai piedi del Monte Resegone, il comune di Morterone, il meno popolato d’Italia con i suoi 30 abitanti, ospita uno dei musei a cielo aperto più incontaminati della penisola. L’idea di costituire una collezione permanente in questa cornice di grande valore paesistico, risale alla metà degli anni “80 per volontà dell’Associazione Culturale Amici del Morterone.

Partendo dalle riflessioni del poeta locale Carlo Invernizzi, e in concerto con la moglie e i figli, ha preso così vita un progetto espositivo che nel corso dei decenni ha visto nascere sul verde e ridente paesaggio che riveste il borgo minimale, 30 opere site specific, create e pensate in simbiosi con il territorio in cui sono installate. Gli autori delle opere in situ sono artisti italiani ed europei, espressione di un’arte di concezione attuale, che hanno posato un segno del loro passaggio attraverso la posa di lavori di pittura e scultura.

morterone

L’allestimento è costantemente in progress, ed è sempre libero ad ospitare nuove idee, pensieri e opere creative, di autori che vogliano lasciare impresso un segno poetico sui dolci versanti di questo incredibile ambiente prealpino. E lo stretto legame tra arte e natura sta alla base del perchè negli anni siano stati accolti diversi nomi che con questi pendii hanno instaurato un rapporto speciale.

Ed essendo un museo a cielo aperto e senza confini, il suo percorso è visitabile in qualsiasi stagione e senza orari. Questi i nomi che ad oggi hanno preso parte al progetto con opere installate in esterno Gianni Asdrubali, Francesco Candeloro, Nicola Carrino, Lucilla Catania, Carlo Ciussi, Gianni Colombo, Igino Legnaghi, François Morellet, Pino Pinelli, Bruno Querci, Ulrich Rückriem, Nelio Sonego, Mauro Staccioli, Niele Toroni, David Tremlett, Grazia Varisco, Michel Verjux e Rudi Wach.

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