Merini, Borgia, de Leyva, Agnesi: mostra collettiva-omaggio all’Ambrosiana fino a settembre

La Pinacoteca Ambrosiana ha riaperto i suoi ambienti sabato 30 maggio, predisponendo anche una piccola mostra celebrativa dedicata a quattro donne che hanno tinto di rosa quattro ambiti d’indagine diversi, mettendosi in mostra per la brillante personalità.

Parliamo di quattro figure legate a titolo differente a Milano, che l’istituto ha “premiato” aprendo i suoi archivi, e mettendone a nudo il talento o il personaggio. Loro sono Lucrezia Borgia, Virginia de Leyva, Gaetana Agnesi e Alda Merini. Sono due gli spazi ritagliati all’interno delle prime sale del museo su di loro – che rimarranno allestiti fino al 6 settembre – in cui a risaltare sono documenti. Lettere, poesie, ma anche un’illustre ciocca di capelli.

L’estro poetico di Alda Merini è portato in auge per esempio da un gruppo di lettere dattiloscritte, che la “pazza della porta accanto” aveva donato al Cardinal Danilo Ravasi, dedicate a Dante e ad influenti letterati e poeti del Novecento, quali Palazzeschi, Quasimodo e Padre David Maria Turoldo. Con revisioni e correzioni aggiunte a penna e in bella vista.

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Accanto trova posto un manoscritto dal titolo “Io e Montale”, che riporta le riflessioni della Merini sull’influenza della poesia di Montale sulle composizioni della poetessa. La ciocca di capelli racchiusa in una piccola teca, per i curiosi, è di Lucrezia Borgia. Figura che la storia ha etichettato come lasciva, l’immagine della Borgia viene “recuperata” da un carteggio con il giovane poeta Pietro Bembo, parzialmente esposto, che fa parte della collezione acquisita dalla Pinacoteca nel 1609, di Gian Vincenzo Pinelli. Virginia de Leyva, la suor Gertrude dei Promessi Sposi, è ricordata con una serie di lettere autografe indirizzate al Cardinale Federico Borromeo, contenute all’interno di un’eccezionale miscellanea dell’ambrosiana che custodisce centinaia di altre missive prestigiose.

Si tratta di missive scritte durante la prigionia, l’espiazione e la preghiera presso la casa delle convertite di Santa Valeria a Milano. Un ultimo tributo è indirizzato quindi a Gaetana Agnesi, matematica milanese del ‘700, autrice di un libro di matematica e prima donna ad ottenere una cattedra universitaria di matematica presso l’Università di Bologna, di cui vengono proposti alcuni fogli autografi. Testimonianze nascoste di piccoli grandi orgogli femminili itaiani. La mostra, come il percorso permanente, al momento è visitabile esclusivamente su prenotazione sul sito della Pinacoteca.

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