Museo Virtuale del Razionalismo di Como: un nuovo traguardo che fa sperare

Dare una casa alle esperienze e alle opere astrattiste e razionaliste di Como.

L’idea nata dalle menti dell’associazione Made in MAARC (Museo Virtuale Astrattismo Architettura Razionalista Como), da poco ha raggiunto un traguardo che fa ben sperare per l’ambizioso quanto giustificato obiettivo che il suo nucleo di promotori si era posto ufficialmente 7 anni fa. Vale a dire istituire un centro culturale nell’ex Casa del Fascio di Como, manifesto razionalista di Giuseppe Terragni (oggi Caserma della Guardia di Finanza), e nel retrostante edificio dell’ex U.L.I. (Unione Fascista Lavoratori dell’Industria), di Cesare Cattaneo e Pietro Lingeri, attualmente sede degli uffici ASL. La petizione avviata su change.org ha raggiunto le 10mila adesioni.

Ma di cosa stiamo parlando? La sfida lanciata da questa realtà è sostenuta da un potenziale nell’ambito dell’arte razionalista, che pochissimi altri contesti cittadini italiani possono vantare. Un’arte da identificare non solo nell’architettura, errore in cui si può rischiare di incappare. Si pensi al gruppo degli astrattisti comaschi, Mario Radice (autore della decorazione astratta all’interno della Casa del Fascio, oggi non più visibile), Manlio Rho e Aldo Galli.

ex uli e casa fascio
L’attuale complesso dell’ex U.L.I. e della Casa del Fascio

Il programma pensato dall’associazione punta decisamente in alto. Nell’ex Casa del Fascio (1932) e nel vicino edificio, si vorrebbe infatti concentrare quello che è attualmente solo un museo virtuale, da qui il MAARC. Quindi diffondere un interesse attorno all’argomento, fornendo un archivio virtuale di autori e opere, e una bibliografia delle pubblicazioni locali, nazionali e internazionali, il più possibile esaustiva. Radunando in questi spazi le opere pittoriche razionaliste in questo momento situate nella Pinacoteca civica di Palazzo Volpi, e le architetture, disseminate in tutta la privincia.

L’intento è anche quello di tenere un registro delle iniziative nazionali e internazionali sull’argomento. In questo modo si farebbe luce anche sul post-razionalismo, un’appendice degli anni “50 e” 60 del movimento principale, non ancora completamente indagata. Insomma, l’entusiasmo e le idee non mancano.

A sostegno della causa in questi anni, oltre all’associazione MAARC e ad un Comitato scientifico, sono scesi in campo sostenitori affermati del calibro della Triennale di Milano, l’Università IUAV di Venezia, la Deutscher Werkbund, A.T.R.I.U.M. Forlì Architecture of Totalitarian Regimes in Urban Managements, Rotary Club Como Baradello. Nella speranza che qualcosa prima o poi si smuova. 

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