Photoservice e realismo magico, doppia rassegna nuova al Museo Fotografia Contemporanea

Un progetto di photo-service di quartiere, a confronto con il realismo magico di Franco Grignani.

Due modi molto distanti (anche temporalmente) di leggere la realtà hanno inaugurato il nuovo corso del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello. La prima mostra, Carte de visite, è un’esperienza partecipata che ha visto protagonista per 3 mesi – da novembre 2019 a febbraio 2020 – la fotografa Arianna Arcara e la sua reflex in uno studio attrezzato professionale, ricavato in un locale sfitto di viale Lombardia. In compagnia di un’assistente e in collaborazione con la curatrice della mostra Roberta Pagani, Arianna ha quindi conosciuto e ritratto bambini, bambine, giovani, anziani, cani e anche un gallo.

L’idea non convenzionale, sostenuta anche da Regione Lombardia, si è tradotta in oltre 10mila scatti e un album fotografico del quartiere cinisellese di Crocetta, che ha fatto una panoramica delle sfaccettature sociali ed etniche di un quartiere, che dagli anni “90 ai primi Duemila ha vissuto una trasformazione vistosa. Le foto nate dall’iniziativa, scattate a persone, nuclei familiari e anche ad animali – in tutto ad oltre 600 soggetti – hanno dato vita ad una collezione di immagini a figure intere, mezzi busti e primi piani. Così, dopo i primi ingressi nel locale, il passaparola ha fatto il resto, e la strada, da isolata che era in pochi mesi si è animata, diventando un luogo di incontro.

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Lo studio di Arianna si è in pratica messo al servizio degli abitanti e delle realtà di Crocetta, realizzando ritratti individuali, a piccole comunità di famiglie, centri ricreativi, giovanili; per piacere o necessità. Alla fine è nato un rapporto di fiducia stretto tra autore e soggetto, che è andato molto, al di là delle differenze linguistiche, culturali e sociali. Il nome Carte de visite si rifà alle prime immagini della storia della ritrattistica, che avviano la democratizzazione del mezzo fotografico.

La mostra di Franco Grignani (1908-1999), Spazio di una magia sorprendente, è invece frutto della costante ricerca personale sulla rappresentazione del movimento. I 50 scatti esposti si concentrano su quello che l’occhio umano non vede e che all’artista pavese invece interessa. Sulla lunghezza d’onda di Luigi Veronesi, Antonio Boggeri, Remo Muratore e Paolo Monti, Grignani esplora le potenzialità ottiche e compositive e il valore mentale dell’immagine.

La sua concezione di fotografia non segue lezioni canoniche, ma si basa su fotomontaggi, sovraimpressioni, doppie esposizioni, cercando di avventurarsi nella polivalenza dei significati dell’immagine. Ambiti da lui prediletti sono il mosso, il fluo, le subpercezioni e lo spazio visivo nella sua totalità. La sua vasta produzione, per lo più in bianco e nero, scinfina nei settori di ricerca della pubblicità e della grafica. Insomma, non un artista chiuso, ma un ideatore di un nuovo concetto attivo del fare artistico.

La mostra, a cura di Mario Piazza e Nicoletta Ossanna Cavadini e con Manuela Grignani Sirtoli, è realizzata in collaborazione con il M.a.x. Museo di Chiasso, e con l’Archivio Manuela Grignani Sirtoli.

 

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Info

dal 20 giugno al 1° novembre 2020

Museo di Fotografia Contemporanea, Via Frova 10, Cinisello Balsamo (MI)

Sabato e domenica, 10-13 / 14-19

ingresso libero

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