Cristina Donati Meyer, il messaggio sociale nel sangue: ecco le bagnanti al tempo del Covid

Non è nuova alle stoccate sociali che insinuano la riflessione anche profonda, non di rado con prese di posizioni forti e che stimolano le luci mediatiche.

Non è passato molto tempo da quando Cristina Donati Meyer, pescarese di professione “artivista” – nome parlante che spiega fin troppo bene il doppio fine della sua attività – ha deciso di accostare la sua figura a quella della vicenda della controversa statua di Indro Montanelli ai giardini del Quartiere Porta Venezia di Milano. Fu proprio lei ad eludere la sorveglianza della Polizia, ponendo un fantoccio fra le braccia dello scrittore, già macchiato di rosso, una tinta che richiama il sangue di George Floyd.

Oltre che l’ennesimo colpo di scena attorno alla statua, la sua fu una vera e propria performance d’arte, che riecheggiava il vissuto per qualcuno non lusinghiero del giornalista, reo di aver comprato e sposato una schiava abissina dodicenne. A distanza di poche settimane da quel raid artistico, rieccola quindi nel contesto milanese, con un’opera di street art non distante dal luogo della sua precedente sortita sociale. In via Tadino, angolo via Vitruvio a Milano, è spuntata una versione attualizzata delle celebri bagnanti di Picasso del 1922.

due donne corrono sulla spiaggia 1922 -
Pablo Picasso, Due bagnanti corrono in spiaggia (1922)

La revisione al passo col periodo che viviamo da mesi, ha portato l’artista a realizzare un adattamento delle bagnanti, dotate di mascherina. Un particolare che non può lasciare indifferenti, anche solo per i riferimenti alle ben note prese di posizione politiche nazionali delle ultime settimane sull’argomento. Il testo esplicativo accanto all’opera non lascia alcun dubbio sul significato della creazione, se qualche dubbio fosse rimasto a qualcuno.

“Le bagnanti ai tempi del Covid”, opera di #Picasso rivisitata. Le bagnanti hanno tutte la mascherina per ricordare, al popolo dei vacanzieri, senza allarmismi e senza sottovalutazioni, che il #Covid19 non è stato ancora sconfitto e che occorrerebbe una certa cautela, anche nelle diverse ordinanze regionali e anche in regioni dove il virus ha colpito molto meno che in #Lombardia . Le giunoniche e naturali forme delle “bagnanti”, suggeriscono, inoltre, che ogni corpo è adatto alla spiaggia e alla #provacostume , ignorando gli stereotipi maschili e maschilisti che vorrebbero le donne tutte anoressiche e rispondenti a canoni ‘pubblicitari’ “.

Ma senza spostarsi troppo, All’uscita dalla MM Gioia non manca un’altra frecciatina sociale. La sua Love is Love offre un collegamento chiaro all’episodio di due ragazzi sul lungomare pescarese che a giugno sono stati oggetto di “aggressione omofoba”. L’intento sotteso ai suoi lavori sembra insomma quello di non lasciar cadere nel nulla, episodi che di normale hanno poco, sensibilizzando le menti anche grazie alla strategicità dei punti in cui sono collocate le opere.

love is love
Cristina Donati Meyer, Love is Love (2020)

 

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