Villa Borromeo Arcore, dopo Carla Maggi immersione negli scenari blu di Armando Fettolini

Dopo la grande retrospettiva dedicata al talento represso di Carla Maria Maggi, a settembre la cornice di Villa Borromeo d’Adda di Arcore ci regala un tuffo nel blu delle ultime creazioni di Armando Fettolini.

L’elegante seminterrato della dimora brianzola è lo sfondo ideale per la rassegna 180 da qui, dell’artista che vive ed opera a Viganò (Lecco), che dal 2016 ha eletto questo come elemento cromatico di riferimento, così profondo, intenso e capace di catturare l’interesse di diversi artisti anche di grande fama e caratura stilistica nei secoli. Al tema centrale della mostra sarà dedicata una conferenza, mercoledì 16 settembre alle 20.45, tenuta dalla critica Simona Bartolena e dallo stesso Armando Fettolini, dal titolo Blu: storia di un colore. Da Giotto a Yves Klein. Il racconto di un colore che non smette di affascinare gli artisti. E di tanto in tanto raffiorano ancora “bagliori” di altre tonalità, il giallo su tutte, ma il blu in questi anni si è sicuramente conquistato un posto speciale nella produzione ultraquarantennale di Fettolini. Da dove nasce allora questa inclinazione quasi spontanea verso il blu?

Armando Fettolini, Lo scoglio della speranza (2020)

“Dal 2016 non riesco a scrollarmi di dosso questa fissa cromatica, che lascia raramente spazio ad interventi estemporanei del giallo e a pochi altri colori. Questa fase produttiva, che porto avanti ancora oggi, proviene da quelle che dai primi anni Duemila amo definire “derive occasionali”, rappresentazioni paesaggistiche che inizialmente avevo pensato di concedermi solo per “disintossicarmi” dalle raffigurazioni più tradizionali, e che piano piano sono poi diventate la base della mia arte. Prima erano per lo più i cieli a catturare la mia attenzione, poi ho abbassato lo sguardo sulla terra, eliminando quasi la linea dell’orizzonte per farli incontrare, in un abbraccio ideale tra il terreno e lo spirituale, tra la realtà e il sogno.

Lo scoglio della speranza è l’emblema di questa serie che segue temporalmente un periodo per me complicato sul piano personale e familiare, da agosto 2019 a gennaio 2020, con il titolo (che allude ai 180 giorni tra gennaio e questa prima kermesse dopo il periodo complicato) che voleva essere di buon auspicio per superare questa difficoltà che non avevo mai affrontato in tutta la vita. In questo arco di tempo non ho mai preso in mano il pennello, e per me è stata una triste novità. Da febbraio all’estate ho così rimesso in moto la vena creativa, dando vita ad una cinquantina di tele, quasi tutte con il tema dominante del blu e con il sempre vivo riferimento alla componente materica, sulla scia di Burri e Foutriet fra gli altri”.

Armando Fettolini, 180 da qui (2020)

La mostra sarà anche la prima occasione di promozione del volume che racchiude i disegni realizzati da Fettolini dal 1976 al 2016, un’altra fetta importante dell’articolata e versatile produzione dell’artista, che si può dire aver trovato nel paesaggio blu il suo porto sicuro. La mostra, organizzata e promossa dal comune di Arcore e a cura di Associazione Heart con il coordinamento e la direzione di Ponte43, è aperta dal 4 al 27 settembre, dalle 15 alle 18.30, il sabato e la domenica, e nelle occasioni straordinarie di apertura della villa. Inaugurazione venerdì 4 settembre, ore 18. 

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