Alla GASC le metamorfosi di Arrivabene tra sacro e visionario in Resurrectio

L’annuncio del messaggio evangelico passa in questo periodo alla Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei di Milano, attraverso Resurrectio, uno dei viaggi contemplativi dal sapore più visionario che si possano incontrare nel panorama attuale dedicato alla sfera spirituale figurativa.

Del resto quello consigliato da Agostino Arrivabene è indubbiamente un cammino meditativo alla scoperta di creazioni intrise di pathos religioso e un anelito magico. I soggetti che l’artista rivoltano disvela attraverso la sua opera dal taglio sublime e avvolta da un alone mistico quasi sempre invalicabile, sono infatti momenti carichi di notevole peso simbolico in chiave cristiana, che passano dall’Annunciazione, attraverso la Passione, fino alla Resurrezione. Sono rappresentazioni capaci di portare letteralmente l’osservatore alle porte del grande avvenimento, senza però mai trascenderlo. E in questo portarci sulla soglia dell’accadimento sta tutta la grandezza e l’originalità della sua idea artistica.

Questo meccanismo generatore di suspence viene innescato nel trittico Resurrectio (2011), che reinterpreta il rinomato Cristo Morto del Mantegna conservato a Brera, facendoci solo immaginare l’azione descritta nelle Sacre Scritture. Rispetto al più famoso riferimento, tuttavia, è come se Arrivabene avesse avuto la possibilità di sostare più a lungo dinanzi al sepolcro, assistendo all’inizio della trasformazione cruciale, per poi lasciarla volutamente incompiuta. E d’altro canto, Papa Ratzinger a proposito della Resurrezione, parla di un mistero che va oltre la scienza dal momento che Gesù non è più soggetto alle leggi del tempo e dello spazio. E in Anastasis (2011) l’artificio della prefigurazione del medesimo evento è analogo, e il risultato può dirsi altrettanto efficace.

Il percorso tra le sale del primo piano nobile di Villa Clerici si arricchisce con una decina di lavori inediti di recente fattura di questo alchimista moderno, anch’essi in simbiosi, quasi connaturati agli ambienti spaziosi della magione di delizia settecentesca. L’opera ad olio su legno di cedro e foglia d’oro, Exsurrexi (2019-20), è un’altra lucida idea che traspone in arte l’insegnamento cristiano, legato in questo caso alla Passione: la luce eterna e incorruttibile dell’oro che cinge il volto di Cristo, ci ricorda che chi conserva la propria vita la perde, e chi dona invece la sua esistenza la guadagna. Sono codici espressivi che non è facile vedere oggi, perchè richiedono una buona dose di coraggio metterli in pratica, specialmente quando il tema si parla di sacro.

Ma per Arrivabene sono refrain stilistici quasi automatici, da adottare che si parli di supporti su tela, seta, legno fossile o tavola, poco importa. Il dialogo tra le creazioni dell’autore con la collezione di produzioni della villa raggiunge probabilmente l’apoteosi ne La Sete, raffigurazione pittorica ispirata al lavoro scultoreo della Vergine Annunciata di Guido Lodigiani, di cui il museo mette in visione un bozzetto in gesso, nella stessa sala. L’originale adorna invece dal 1988 l’assortimento decorativo della chiesa di Gesù Salvatore a Basiglio. Ed anche qui assistiamo solo il principio dell’evento, l’Annunciazione a Maria, la cui torsione profonda del corpo ci comunica l’avvento della lieta notizia, esprimendo quindi un cambiamento. Metamorfosi complesse che, lungi dall’essere esagerazioni formali, rivelano in tutta la propria essenza la profondità della Fede cristiana.

Info


7 settembre-18 ottobre, inaugurazione orario continuato, 10.00-21.00
Giovedì, 14.30-17.30; venerdì, 14.30-17.30; sabato 14.30 – 18.00
Calendario di aperture straordinarie domenicali con visite guidate e laboratori su www.villaclerici.it
Biglietto unico (museo + mostra): €5,00; scuole e parrocchie: €3,00; ingresso gratuito con la carta Abbonamento Musei.

Con il sostegno di Francesco Robbiati, private banker e di Fondazione Peruzzo.
Informazioni: GASC. tel. 02 6470066 edu.gasc@villaclerici.itwww.villaclerici.it

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