Le estasi notturne di Laura Giardino accendono l’autunno di Area\B

Fra i segreti che un quadro può nascondere per lasciare a bocca aperta lo spettatore, l’espediente stilistico impiegato da Laura Giardino porta con sè qualcosa di indubbiamente speciale. O per meglio dire, di unico. Perchè se provate a spiegarlo vi verrà difficile trovare le parole giuste per farlo. È come l’atmosfera che regna nelle sue opere, indefinibile.

Nell’ultimo stadio della sua ancora giovane produzione, l’artista milanese ha aggiunto altre novità che personalizzano ancor di più il suo percorso, inseribile sì nel solco del realismo magico, ma con un’evidente autonomia nell’operazione pittorica. Da sempre punto fermo della sua arte emozionale, l’immagine suggerita della desolazione, che pervade gli spazi urbani appartenenti ad una sorta di mondo parallelo, è divenuta se possibile uno stato mentale ancor più marcato, e la sparizione delle figure femminili ce lo testimonia chiaramente.

Nelle creazioni visibili nella nuova mostra alla Galleria milanese Area\B di via Passo Buole, Laura Giardino. La luce oltre, a cura di Elena Pontiggia, aperta il 19 settembre e visibile fino al 31 ottobre, la Giardino aggiunge quindi ulteriore effetto di sospensione alla composizione. In luogo della presenza umana, a riempire le scene notturne è ora il vuoto, ambientato in una Milano lambratese che si può ricavare da alcune insegne luminose e da altri dettagli delle architetture dei palazzi e degli alberghi del quartiere, che possono suonare familiari per chi vive in zona. Un vuoto insolitamente avvolgente e ritmato, carico di tonalità vintage accattivanti, capace di valorizzare i rosa, i lilla, i viola e gli ametista. Gradazioni artificiali portate ad una parvenza psichedelica da una luce di cui spesso non ci è possibile localizzare l’esatta origine, con i riflessi che completano l’estasi notturna.

Il silenzio architettonico è un invito alla contemplazione, che avviene incredibilmente non di fronte ad un paesaggio naturalistico, ma valorizzando l’ordinario e portandolo ad un livello di resa straordinario. L’autrice non ha perciò cancellato il passato, ma lo ha sviluppato definendo con più precisione i teatri del prima e del dopo delle sue “vecchie” scene animate: porte socchiuse che, come già facevano prima, ci lasciano pieni di interrogativi su quello che sta realmente accadendo, con l’immaginazione che viaggia senza sosta. Su questa scia, la mancanza di titoli è un altro punto di riferimento mancante che l’osservatore è chiamato a costruirsi.

La tecnica adottata, a base di colori a tempera e velature ad olio che sostengono l’effetto bidimensionale, diviene così fondamentale per trasmettere sensazioni fuori dal comune, rappresentando di fatto, e in maniera sorprendente, ciò che non è mai accaduto. La serie della Giardino non fa nessun esplicito riferimento invece, anche se può sembrare un fatto difficile da credere, al periodo negativo trascorso vissuto da tutti, e anche se alcuni lavori sono posteriori alla fase del confinamento forzato. Ad accompagnare la mostra è il volume-catalogo edito da Vanillaedizioni, tramite il suo nuovo progetto dedicato alla promozione dell’arte contemporanea The painter’s room, che ripercorre tutti i lavori in esposizione (tutti inediti), a cui si affianca una panoramica antologica che mette bene in luce l’evolversi stilistico della Giardino negli ultimi anni. Il testo critico è di Elena Pontiggia. Con la personale di Laura Giardino, Area/B riapre il circuito espositivo dopo il lockdown.

Info

Laura Giardino. La luce oltre

21 Settembre – 31 ottobre 2020                             

Lunedì-giovedì, 10-18; venerdì 10-17

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria

info@areab.org – galleria@areab.org | +39 02.58316316 | www.areab.org.

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