La fotografia è donna nell’autunno delle mostre milanesi, 3 dimostrazioni in arrivo

Dopo mesi di “rincorsa”, adesso sì, Milano è pronta a ripartire con grande slancio verso la ripresa culturale, e a farlo (anche) nel segno dei “talenti delle donne”, della fotografia e del sociale. Il progetto sulle “abilità rosa” del Comune di Milano esteso sul 2020 è stato in parte ridimensionato dall’ondata Covid, ma quella autunnale si profila come la stagione ideale del riscatto in molti sensi, che metterà al centro le donne e le loro abilità, a partire da quelle professionali.

Una primavera ritardata che vede numerose mostre con al centro progetti espositivi di impegno etico, personali e di gruppo, anche dalla forte impronta sociale. Ne abbiamo selezionate tre, fra quelle in procinto di aprire nelle prossime settimane, disseminate nel cuore della città. Come il progetto nato per valorizzare l’expertise femminile in settori visti ancora con un forte predominio maschile. L’esperienza che ha girato l’Italia e il mondo, ideata e curata da Fondazione Bracco, Una vita da scienziata, dal 29 settembre al 1° novembre arriva all’Acquario Civico dell’area Sempione. A raccontare le potenzialità in campo scientifico “dell’altro sesso” è il fotografo francese Gerard Bruneau, che contribuisce così al superamento di pregiudizi di genere nella pratica scientifica. Hanno prestato il loro volto per la “causa”, biologhe, chimiche, farmacologhe, ingegnere, astrofisiche, matematiche, chirurghe, paleontologhe, informatiche, ed esponenti di tante altre professioni.

Dalla mostra ‘Per le strade mercenarie del sesso’

Cambiando fronte d’interesse, ma parlando sempre di gioghi sociali, al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, 80 fotografie raccontano una delle forme di schiavitù dei nostri giorni, purtroppo ancora ben lungi dall’essere debellata. Quella prostituzione che è usata come mezzo di sfruttamento nell’area metropolitana, ed è il pretesto dell’evento di quest’anno, per la collaborazione che dura ormai da 6 anni tra il Padiglione e la onlus Ri-Scatti, proprio con l’obiettivo di creare progetti di riscatto (o ancor meglio di reintegro sociale) per senzatetto, e in generale per figure socialmente fragili come le prostitute. Curata da Diego Sileo e promossa dal Comune di Milano con il sostegno di Tod’s, i fondi raccolti attraverso la vendita delle fotografie della mostra allestita dal 16 al 25 ottobre, dal titolo Per le strade mercenarie del sesso, andranno a Lule Onlus, associazione laica nata nel 1998 ad Abbiategrasso, che, con 20 operatori professionisti e 35 volontari, da oltre 20 anni offre aiuto alle vittime della tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale con programmi di intervento mirato all’assistenza, all’integrazione e al recupero sociale delle stesse.

Spostando l’attenzione sul versante delle retrospettive celebrative fotografiche, alle porte c’è un appuntamento con un simbolo femminile dell’universo del rullino in evidenza. A Palazzo Reale dal 25 settembre 2020 al 14 febbraio 2021, inserito nel calderone de I talenti delle donne, è visibile Prima, donna. Margaret Bourke-White, che esibisce oltre 100 immagini provenienti dall’archivio Life di New York. Fra le figure più rappresentative del fotogiornalismo, i suoi primati nell’ambiente fotografico hanno fatto storia, come quella che ha saputo documentare con grande passione e uno stile ben riconoscibile. Margaret Bourke-White (1904-1971) fu infatti la prima fotografa straniera ad avere il permesso di scattare foto in URSS, usate poi a fini non istituzionali, e la prima corrispondente di guerra donna, durante la Seconda Guerra Mondiale, oltre che prima donna fotografa per il settimanale Life. La carrellata di immagini mette bene a fuoco l’evoluzione dello stile, con la prima fase astrattista ripresa nell’ultimo periodo di attività. Tre appuntamenti in serie che rivitalizzano l’ambito della fotografia milanese, con la donna sempre e comunque protagonista, o dell’obiettivo, o dietro all’obiettivo.

Margaret Bourke-White (1904-1971)

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