La forza nascosta nei volti, alla Gilda Contemporary Art il tributo totale alla donna

Se le donne devono essere rivalorizzate al centro della scena contemporanea nei contesti più svariati, anche in quello artistico, è auspicabile che a mettere l’accento su questo messaggio, dall’altra parte dell’obbiettivo, vi sia ancora una donna.

È questo il senso del progetto che fin dai suoi primi passi sulla scena della fotografia, l’italiana Kristina E. Bychkova (Mosca, 1995) porta avanti con fierezza, ripreso anche nella sua prima personale assoluta, Volti, inaugurata alla Gilda Contemporary Art del Quartiere milanese Cinque Vie lo scorso 17 settembre, e a cura di Cristina Gilda Arese, titolare del punto espositivo. Dal punto di vista dell’artista, anche le gallerie non sembrano fare eccezione in questa saturazione dell’immagine maschile nel panorama professionale, sempre più a senso unico. La sua “audacia di genere” trova compimento nell’accogliente ambiente di via San Maurilio, in una selezione di volti del gentil sesso, ciascuno portatore di conoscenza in un certo ambito lavorativo, ma dove l’entità professionale non emerge mai, in controtendenza con certi stereotipi diffusi che pongono questa sfera davanti al resto.

Gli sfondi parlano quindi di altro: di esterni, spesso di natura, contesto che l’autrice predilige particolarmente, e si vede. Se non si concentra sulla professione, l’attenzione si posa allora sull’interiorità dei soggetti, valorizzati dalla purezza degli scenari in cui s’inseriscono, che nei loro sorrisi sfoggiano grazia e dolcezza, in una rivelazione del loro lato nascosto. Ma i significati che portano con sé le immagini sono diversi, qualcuno attinente al presente pervaso dal Covid, che ha generato situazioni complesse che si ripercuotono sulle donne, come la contestuale cura dei figli e il lavoro da casa, o l’assistenza nelle strutture sanitarie, dove il personale femminile è in maggioranza. Come nella tradizione della galleria, l’evento è affiancato fino alla sua chiusura da iniziative collaterali che vedono le protagoniste le donne ritratte nelle foto esposte, raccontare la loro professione, la professionalità e la creatività, nell’altro lato che non si vede nelle immagini. Neuropsichiatre infantili, sessuologhe, designer, tanti mondi visti dall’ottica femminile. La mostra è accompagnata da una pubblicazione a cura di Arsprima Edizioni.


Prossimi appuntamenti:

Mercoledì 7 ottobre ore 18,00: Donne e scrittura per parlare di diritti.

Marina Mengarelli Flamigni con Diritti che camminano, uno sguardo sui diritti civili in Italia dal 1968 ad oggi attraverso lo sguardo di Carlo Flamigni e Silvia Bottani con Il giorno mangia la notte, romanzo sulle molteplici sfaccettature della Milano dei nostri giorni


Sabato 10 ottobre ore 10,30
Prendersi cura del patrimonio artistico; due donne parlano di restauro.

Laura Tosi e Sara Rossotti parlano della attività di restauratrici e del loro lavorare insieme, attraverso il racconto un progetto di restauro.


Ma le novità non finiscono qui, perchè nell’altra metà della galleria, il neo inaugurato Gilda Store, la direttrice artistica Cristina Gilda Arese ha colto le fasi del lockdown per ripensare la disposizione dello spazio, ricavando metà della vetrina espositiva per esibire l’arte quotidiana: accessori e pezzi speciali di design che abbinano funzionalità, immaginazione e ricerca concettuale, realizzati da autori selezionati dall’art director.

E accanto a questa idea in coppia, completano l’allestimento artisti già promossi nella location di Gilda Contemporary Art. Prima artista a riempire di senso e stile quest’area espositiva, dal 17 settembre al 17 ottobre, è Vittoria F. M. Dubini (Milano, 1992), un duo di creazioni dal titolo L’animal que donc je suis che celebrano la bellezza e singolarità di un soggetto animale, attraverso la rappresentazione artistico fotografica proiettata su legno, e una trasposizione su seta. La lettura consigliata dall’artista suggerisce di osservare attentamente l’animale, cogliendone in questo modo l’individualità nei colori, nelle sfumature e in altri aspetti. La declinazione del pattern cromatico dell’oggetto artistico al vestito ci svela, direttamente su di noi, l’animalità e la natura che siamo. Una matrice operativa che distingue la Dubini, che risalta ed esalta qualsiasi superficie.


Info
Volti – Kristina E. Bychkova
17 settembre-10 ottobre 
Gilda Contemporary Art – via San Maurilio, 14

L’animal que donc je suis – Vittoria F. M. Dubini
17 settembre-17 ottobre 
*Giovedì 8 ottobre conversazione artistica tra il direttore della galleria Cristina Gilda Arese e Vittoria F. M. Dubini per raccontare e spiegare il progetto pensato dall’artista per la galleria. 

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