Leonardo al Politecnico, viaggio nella cittadella della street art dedicata al Genio in Bovisa

Gli omaggi leonardeschi, nel 500° della scomparsa del mito rinascimentale, si sono sprecati in tutta Italia. Ma c’è addirittura chi non si è limitato a realizzare singole opere per celebrarne la grandezza che da cinque secoli travalica i confini nazionali, dedicandovi gruppi di lavori attualizzati attraverso codici espressivi contemporanei.

Per capirci meglio, il linguaggio della street art, sempre più dominante nel panorama artistico attuale, ha investito nel 2019 la giovane “cittadella” del campus di Design del Politecnico di Milano, nel quartiere Bovisa, tramite un’operazione che durante la tradizionale Design Week ha visto l’interno dell’agglomerato come gli esterni trasformarsi nell’arco di una settimana, per assumere una sorta di seconda vita. Il merito è di un gruppo di street artists di fama internazionale, 2501, Rancy, Luca Barcellona e ZEDZ, identificati da pseudonimi come la prassi della tendenza underground richiede, che hanno stilizzato forme e concetti di matrice leonardesca donando bellezza alla sede.

Grazie al main sponsor Just Eats e al suo progetto Ristorante Solidale per la lotta alle eccedenze di cibo come risorsa per comunità e famiglie in difficoltà, e all’organizzatore Luca Mayr, su un’area di 2000 metri quadri si sono cimentati con il supporto di una ventina di studenti del polo formativo di via Schiaffino selezionati tramite call, in una brillante reinterpretazione del pensiero del maestro vinciano, esaltandone i concetti cardini del suo pensiero in una chiave moderna in modalità Live Painting . Ma anche dentro al complesso, sulle facciate dei “blocchi operativi”, diversi sono i motivi geometrici riprodotti rifacendosi all’ideale leonardesco.

Il milanese Rancy ha così ricreato in Divina Proportione l’ecosaedro, figura geometrica complessa e proprio per questa sua articolata forma, simbolo di perfezione e armonia divina. Un involucro che rimanda all’uomo custodisce tre sfere dipinte nei colori primari del blu, emblema dell’anima, del verde legato alla mente, e del rosso essenza cromatica dello spirito.

Mentre Luca Barcellona ha trasformato in un abilissimo gioco calligrafico la celebre frase leonardesca “Noi tutti siamo esiliati entro le cornici di uno strano quadro. Chi sa questo viva da grande, gli altri sono insetti”. Lo urban artist ZEDZ ha dato vita sulla facciata esterna della sede imponente a The geometric abstract space, una riflessione sull’architettura e il progresso industriale sui toni incisivi del rosso e del blu, che invita i passanti a prendere parte attiva all’opera d’arte. Infine 2501 ha lavorato sui versanti del lettering e del graphic font design per dare alla luce Top Bottom (slash) Fake font Design, opera capace di movimentare la parete, portando una dose di visione e immaginazione negli osservatori. Tutti i progetti, creati in una settimana dai quattro artisti con il supporto della squadra del Politecnico, oggi sono apprezzabili attraverso un tour a piedi proprio come in un museo ad esposizione permanente, ma visibile alla luce del sole e in un contesto inconsueto ma carico di vitalità artistica.

Rancy, Divina Proportione (2019)

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