Villa Mariani di Casatenovo, il connubio ideale tra arte e natura

Fondere nel verde più raffinato della Brianza, tra sassi e radure, l’arte scultorea con la botanica, è un’ambizione che va ben oltre l’ordinaria amministrazione di certi “progetti culturali” improvvisati. Una missione che l’associazione MeC Musica e Canto sta portando avanti dal 2017 con convinzione a Villa Mariani di Casatenovo, nella discreta frazione di Galgiana, con risultati che tutti possono ammirare con i propri occhi ogni giorno. Il polmone verde che avvolge l’ex residenza, la cui origine si attesta intorno alla seconda metà del XVI secolo, rappresenta infatti un vero unicum in Lombardia, in quanto parco di sculture permanente aperto tutti i giorni, anche in settimana, offrendo davvero il massimo del comfort di visita.

Mentre la villa ha trovato il suo senso attualmente come centro di ricerca e sperimentazione teatrale utilizzato da compagnie stabili, la direzione del complesso non manca di organizzare periodicamente appuntamenti espositivi temporanei nel parco o all’interno della magione, che dialogano con il teatro o altri ambiti espressivi, e che mantengono attivo il polo culturale all’occhio pubblico.

E la simbiosi tra opere installative e cornice naturalistica dal 2019 ha raggiunto un livello d’interazione strettissimo, percui ogni lavoro è abbinato ad un’essenza floreale del parco, nel segno di un’impegnata valorizzazione del verde. Inoltre alcune lavorazioni, come 432… l’armonia di Roberta Mariani, creata da un ceppo d’albero altrimenti destinato all’abbattimento, nascono direttamente dal contributo “spontaneo” dato dall’apparato botanico che illumina questa rilassante “terrazza” della media Brianza.

Alcuni lavori site specific dei 25 finora collocati, rivelano un’impronta d’animo che si sposa in maniera ideale con lo scenario: la stessa Maternità della Mariani ci comunica un senso di “fertilità spirituale” in grande sintonia con l’ambiente circostante, mentre le Ali di Sonia Scaccabarozzi ci restituiscono una parte di quel regno animale che abita la natura. Dall’altra parte non mancano riproduzioni che ci indicano comunque una presenza umana non ingombrante ma gradita, tra le silhouette stilizzate In Ascolto di Carlo Guzzi e le folle disperate che animano la Danza Macabra scolpita da Dolores Previtali.

La ciliegina sul progetto che integra in modo incredibilmente armonioso i due ambiti in ogni stagione dell’anno, sono i percorsi da favola creati da due roseti che orlano l’ingresso e l’ala sinistra del parco raffinandone l’aspetto. 

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