Alla biblioteca di Verano lo straordinario omaggio di Ambro alla donna

Ci sono modi e modi per celebrare una giornata che negli anni è sempre più ricordata, purtroppo, per l’attinenza con l’attualità. E in questo 2020 così avaro di belle sorprese, l’amministrazione di Verano Brianza ha scelto di onorare in grandioso stile la ricorrenza internazionale che fa da megafono al tema della violenza sulle donne, che disconosce confini geografici, con un omaggio d’autore che ha già trovato il suo spazio ideale accanto ad una panchina rossa, e di fronte alla caratteristica biblioteca civica a forma di libro del paese. L’idea del punto culturale veranese ha trovato nel critico d’arte e direttore dell’Enciclopedia dell’Arte, Alberto Moioli, un asse di appoggio privilegiato con l’artista invitato a rappresentare questa lotta sociale.

Lui è Ambro Moioli (1952), capace di dar vita nella sua fucina di Lissone ad opere che uniscono grazia e forza, leggiadria e dirompenza. E la scultura scelta, Armonia, una ballerina protesa in cielo, è uno dei manifesti di quest’abilità. “Sono contento perchè è senza alcun dubbio una delle biblioteche più sensibili al mondo dell’arte di tutta la Brianza secondo me e forse proprio per questo motivo l’idea della dott.ssa Valeria Trevisi, responsabile della Biblioteca, è stata accolta con grande entusiasmo. Lavoro con Ambro da molto tempo e sono contento anche per lui perchè sta costantemente riscuotendo grande successo di pubblico e critica. Penso che lo meriti come artista e come persona. In questi giorni anche un’autorevole rivista mensile di settore celebrerà la sua maestria. Mi riferisco al magazine internazionale della Fondazione Salonia di Roma. Dal 2019 Ambro fa parte della “scuderia” degli artisti di Arte Limpida, struttura che si occupa d’arte e artisti con sede in Brianza, dove ho l’onore di esserne direttore artistico. (www.artelimpida.it). L’opera è posizionata davanti alla biblioteca civica proprio in questo periodo specifico, non a caso posta proprio accanto alla simbolica “panchina rossa”. In questo modo il 25 novembre la biblioteca di Verano Brianza, la direttrice e il relativo Staff hanno voluto rendere omaggio ad un’importante ricorrenza attraverso un forte messaggio alla donna attraverso la “bellezza” . Personalmente vorrei ringraziare l’artista Ambro Moioli per aver accettato l’invito ad esporre un’opera tanto importante per questa occasione. Il suo gesto è ancora una volta la conferma di una grande sensibilità”.

Ambro Moioli, Armonia – Villa Borromeo (Arcore)

L’opera forgiata nel 2018, già esposta di fronte a Villa Borromeo di Arcore, in quel caso anche in una modalità notturna assolutamente valorizzate, è una miscela ben congegnata tra l’acciaio zincato del corpo della ballerina che conferisce un aspetto molto lucido, e l’acciaio Corten che dà il tipico effetto brunito e “arrugginito” al vestito. E come detto, riassume perfettamente la capacità di Ambro nel saper sintetizzare le due anime opposte della donna, come già fatto in un’altra opera del 2002, Leggiadria. Armonia è nata dopo la serie dei tori che rappresentano un altro tipo di soggetti ricorrenti nella sua sensibile produzione, sempre oscillante tra estremi stati d’animo interiori, e dove però emerge solo l’elemento prorompente.

“Dopo aver realizzato due imponenti Tori, ho voluto creare questa ballerina molto  particolare. Ho pensato alla contrapposizione estrema. Da una parte  la potenza, la virilità, la voglia di abbattere gli ostacoli per arrivare agli obiettivi con lʼeleganza mentale di un animale fiero, dallʼaltra la ballerina, per me ispirazione di eleganza, leggerezza  e delicatezza di movimenti e al tempo stesso rappresentazione di una grande forza e perseveranza, atta ad arrivare al raggiungimento della  perfezione.  Spero così che Armonia riesca ad emozionare perché credo che un artista possa ritenersi appagato se riesce, con la sua opera, a trasmettere emozione. In questo caso, il primo pensiero è stato un omaggio alla donna, alla sua bellezza e intelligenza ma non solo, alle sue contraddizioni, la sua  forza e la sua debolezza, la sua grinta e la sua dolcezza. Ecco allora il lungo abito disomogeneo, pieno di strappi e di pezze che coprono i tanti buchi che rappresentano le difficoltà che ha dovuto affrontare nella crescita, se parliamo di individuo, o nella sua evoluzione, se parliamo di specie, per arrivare a dimostrare la sua grandezza.  Non a caso, la materia di cui è composta è indistruttibile, a prova del suo grande valore. Lʼaltezza dellʼabito ha una duplice  funzione. Se da una parte può significare lʼinfinita strada dellʼemancipazione, del  riconoscimento dei suoi diritti, dallʼaltra  serve ad elevare la stessa verso il cielo, a dimostrare quali vette sia in grado di raggiungere”.

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