Biassono, arte pubblica all’insegna dei motori

L’arte pubblica di Biassono è per un alto tasso, e per qualcuno a ragion veduta, un lampante tributo al tempio dell’alta velocità monzese. Ogni giorno, stando seduti in auto, si può infatti apprezzare come motori e arte abbiano trovato un’alchimia energica quasi unica, attraverso due eclatanti omaggi allo storico GP del “circus”, il più antico e sempre presente nel calendario della F1 fin dalla sua nascita, in corrispondenza della rotonda tra Santa Maria delle Selve e via Cesana e Villa.

Entrambi nati nel 2009 sotto la prima amministrazione Malegori, rappresentano un’altra formula, potremmo dire, rispetto alla “celebrazione” sotto forma di festa, intrattenimento e molto altro che da anni incarna la vivace e colorata kermesse cittadina del Biassono GP. Una modalità d’arte open air, integrata perfettamente con il contesto stradale per cui è stata concepita, e fruibile liberamente. Senza eccessivo sforzo d’immaginazione La Velocità dell’artista Manuela Fanelli ci mette di fronte, a piedi o in auto, al disegno del tracciato nostrano dalla caratteristica forma di scarpa, tramite un’installazione che attraverso anche gli inserti di forte impatto estetico in bronzo, giganteggia al centro della rotonda. A due passi dalla porta di Santa Maria delle Selve, il monumento “all’istituzione sportiva” è nato su iniziativa dell’amministrazione comunale con la collaborazione dell’autodromo, ed oggi è meta involontaria di moltissimi utenti della Monza-Carate.

Di stampo meno classico e più emotivo è sicuramente il monumento che nello stesso anno, dalla sinergia tra amministrazione, l’associazione Amici dell’Autodromo e del Parco di Monza, e l’autodromo, è sorto sulla barriera di protezione all’altezza della stessa intersezione. Una riqualificazione in grande stile del collegamento viario ha portato in questo caso grandi frotte di appassionati ad animare più frequentemente questo angolo del paese. Il motivo sono gli illustri autografi spuntati dal parapetto che da questa strabordanza di fama improvvisa, ha preso il nome di Muretto dei Campioni. Tra le firme in rilievo su uno sfondo a scacchi non si fatica a riconoscere quelle dei vincitori dei GP di Monza, dall’impareggiabile John Surtees, vincitore a Monza sia nel motomondiale che in F1, a Michael Schumacher, fino a Lewis Hamilton. A cui si aggiungono le griffe dei personaggi che ruotano attorno al paddock, dai giornalisti agli ingegneri di pista, da Pino Allievi ad Adrian Newey fino a Marco Simoncelli.

Firme ma anche immagini, quelle dei corsari delle due ruote e dei trionfatori sulle quattro ruote ripresi in pista e immortalati su placche che rivelano – e forse qui sta il valore aggiunto che un monumento raramente porta con sé – l’abilità delle maestranze artigianali e industriali locali che le hanno create, legate così all’immortalità di un circuito per molti dall’essenza sacra e intoccabile. L’impegno per realizzare quest’opera non si esaurito con la sua collocazione, nel 2009, dal momento che il puzzle dei grandi nomi è in costante aggiornamento grazie all’Associazione Amici dell’Autodromo e del Parco che ne cura il work in progress, un piccolo pezzo d’arte a cielo aperto da custodire. 

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