Bergamo, l’arte murale fiorisce nell’Isola: 3 idee per il tour

Scoprire la bellezza degli spazi urbani attraverso declinazioni sorprendenti di arte a cielo aperto, è un’opzione che non manca se si è di passaggio nell’Isola bergamasca, dove i murales si fondono anche con la natura, che qui riveste uno sfondo davvero molto interessante. Il territorio orobico delimitato dai fiumi Adda e Brembo offre diversi spunti per apprezzare queste forme di espressione pubblica, sorte in vari periodi, le prime a partire addirittura dai primi anni “90. Il viaggio che consigliamo ci porta ad incunearci fra tre modelli, dove molto risalto delle esperienze è posto proprio al rapporto tra opere e territorio ospitante.

Le firme degli interventi sono in tutti e tre i casi di un certo rilievo nel panorama nazionale e internazionale dei dipinti murali. Abbiamo volutamente utilizzato questo termine, dipinti murali, in riferimento al ciclo di 12 opere che tra il 1992 e il 1994 sono sorte sui caseggiati del centro di Madone, visto il periodo ancora precoce per la Street Art oggi intesa, e che nel caso specifico si tratta di veri e propri affreschi all’aperto. L’iniziativa registrata sotto l’etichetta di Storie sui muri e guidata da Giovanni Repossi (1929-2012), ex pittore, decoratore e direttore dell’Accademia di Brera, ha visto una squadra di 12 allievi muralisti di tre accademie (Brera di Milano, Carrara di Bergamo e Cignaroli di Verona), al lavoro per un triennio, per ricostruire le abitudini dei vecchi abitanti del paese – un tempo dal carattere ben più rurale di oggi – prima impegnati nel lavoro campestre, che si godono il meritato riposo appoggiati su sporgenze naturali rappresentate da sassi, mentre in un’altra scena ad esempio un pezzo di paesaggio viene sottratto al mondo, chiaro simbolo di una trasformazione urbanistica in senso residenziale che Madone ha vissuto da molto vicino.

E nonostante il tempo trascorso, la maggior parte delle attestazioni sembrano godere ancora di discreta salute. Repossi tra l’altro, subito dopo questa operazione, ha preso parte ad un altro progetto sulla falsa riga di quello madonese – ma più articolato nel numero di scene proposte – dall’anima rievocativa di vecchie e indimenticate tradizioni locali, che a Calcio, sempre nella bergamasca, ha coinvolto artisti del calibro di Trento Longaretti e Angelo Boni.

Di tutt’altro tenore, in questo caso culturale, appare il lungo murales sviluppato nel 2004 alle Ghiaie di Bonate Sopra da Alessandra Odoni, in arte Ale Senso, attiva tra la sua Bergamo e Berlino, che ha coordinato una schiera di street artist piuttosto quotati a livello non solo italiano, tra cui i conterranei Wiz Art e Kasi 23. Il contenuto suggerito sulla murata è una rilettura de La Divina Commedia dantesca, in una forma che mette l’accento su alcuni passi più “decantati” dell’intramontabile poema medievale, dal traghettamento di Caronte all’abbraccio tra Paolo e Francesca, intervallati dai classici graffiti precursori della Street Art, per quello che è sicuramente uno dei murales più singolari e a suo modo formativi per il soggetto scelto.

Spostandoci appena di qualche chilometro sempre nel perimetro dell’isola, a Suisio, nel 2019 Wiz Art alias William Gervasoni si è cimentato, grazie alla fiducia della Cooperativa sociale Aeris, in un brillante tributo all’Adda, lo sfondo su cui s’innesta una madre con il suo bimbo in braccio, che soffia via petali che si trasformano in farfalle colorate che mostrano le tonalità della pace. Durante la creazione del murales, prodotto su una parete residenziale di circa 160 mq, William ha preso spunto anche dai piccoli suggerimenti raccolti in una sorta di progetto di partecipazione del pubblico all’opera. Tre esempi molto diversi di come valorizzare con il colore zone di paesi che hanno potenziale artistico, facendole uscire dall’anonimato. 

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