Carugate, Urban Painting e la rinnovata fotografia della città

Il livello artistico urbano che può orgogliosamente sfoggiare oggi il comune di Carugate passa quasi interamente dall’impronta creativa che ha saputo imprimergli l’ambizioso progetto ideato dall’associazione culturale Urban Painting. Guidata dai curatori Luigi Mauri e Tatiana Belluzzo, l’esperienza ha portato in città dal 2008 al 2015 una vistosa dose di colore a spray che ha rinfrescato il centro storico con l’abilità manuale di profili anche di un certo rilievo sulla scena italiana e internazionale della Street Art. Alcuni ospitati anche a più riprese, per mostre collettive in galleria, live painting e interventi su esterni, hanno rivitalizzato questo territorio liminare tra la periferia milanese e la provincia brianzola.

La zona passa inevitabilmente in sordina rispetto a piazze centrali sostenute da superfici di lavoro più ampie e in aree urbane appariscenti, che catturano più facilmente l’occhio pubblico, la vicina Milano su tutte. Eppure qui hanno trovato una calorosa accoglienza figure della portata di Neve, il polacco M-City, il francese C-215, ma anche i milanesissimi Orticanoodles, e ancora, Zed1 e Ivan, nomi che agli amanti della bomboletta sicuramente dicono più di qualcosa, e i loro frequenti ritorni testimoniano di un ambiente creativo stimolante. Il processo di trasformazione ha preso il via nel 2008 con un evento espositivo simbolico organizzato all’Atrion, che in quel frangente si profilava come nascente punto di riferimento socio-culturale della realtà carugatese, ed oggi accoglie la biblioteca e numerose associazioni cittadine.

Decine gli artisti che si sono ritrovati qui per questo appuntamento che ha fatto da apripista al cammino di valorizzazione del luogo che Urban Painting non ha vincolato al perimetro di Carugate, esportandolo al SAP di Walldorf in Germania nel 2009, allo Spazio Concept di Milano e al Castello Visconteo di Trezzo sull’Adda nel 2010, fino alla splendida cornice del Monte di Mola Museum alla Promenade du Port di Porto Cervo nel 2015. Occasioni in cui il duo ha allestito straordinarie collettive animate da pezzi unici su un’ampia gamma di tecniche, afferenti sempre alla Street Art. Notevole è stata quindi la sottolineatura data alla dimensione galleristica di un prodotto solitamente percepito in stretta relazione all’ambiente esterno. In questi stessi anni a Carugate sono spuntati manifesti di arte urbana all’aperto che hanno segnato poli simbolicamente molto significativi per i residenti, quali il cineforum dell’oratorio, la Piazza Manzoni, dove il team ha aperto il suo angolo espositivo; o il Circolo Matteotti di via Garibaldi, sulla cui facciata campeggiano il surreale Cavallo a cavallo di Zed1, dove la fantasia dell’artista alias Marco Burresi si è presa la libertà di scambiare i ruoli cavallo-fantino. Immagine in naturale assonanza con la scena disegnata nella porzione di muro adiacente in precedenza, sempre dal soggetto equestre, a firma M-City, alla quale Zed1 si è chiaramente rifatto per la sua opera.

Ma la rinascita variopinta si è scontrata a un certo punto con la necessità di avere a disposizione nuovi spazi, e se fino ad un dato momento questi sono stati concessi dalle istituzioni locali, in seguito ci si è dovuti affidare alla disponibilità di muri privati. E anche se per questo il disegno di Urban Painting a Carugate ha perso la spinta propulsiva dei primi tempi, l’immagine che oggi regna di questo paese dando uno sguardo al suo centro rispetto ad una decina d’anni fa è radicalmente cambiata. Ma il tocco dell’arte urbana non si è fermato e ha invaso nel frattempo anche la sua rinomata area commerciale, dove nel 2016, nell’ambito di un progetto su scala nazionale promosso da Ikea, il colosso dell’arredamento low cost ha lanciato un’iniziativa di abbellimento di manufatti in prossimità dei suoi punti vendita, in cui è rientrato anche il centro di Carugate, che nell’occasione ha riportato in città gli Orticanoodles, cimentatisi nel sottopasso di collegamento tra Ikea e il Carosello, in una scena di estasi naturalistica realizzata con Airlite, vernice a impatto ambientale zero, sempre più in voga tra le modalità per sostenere il sistema in cui viviamo. L’immagine del paese è quindi migliorata grazie alla rendita di un percorso che in meno di 10 anni ha modificato la percezione del luogo.

Il sottopasso tra Ikea e Carosello realizzato in Airlite dagli Orticanoodles nel 2016

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