Casa Francesco, arte e sociale convivono a un sospiro dal Parco di Monza

Prendete uno spazio pensato per il conforto di persone socialmente più deboli per i motivi più disparati, e aggiungeteci il potere terapico “donato” dall’arte contemporanea sotto forma di installazioni, dipinti e sculture. Il risultato della ricetta che otterrete sarà una realtà attrattiva, carica di creatività, in cui l’utente si sentirà certamente più a suo agio nell’affrontare le difficoltà quotidiane legate ad una condizione già fragile. In effetti capita assai di rado, per non dire mai, di trovarsi di fronte a contesti di assistenza dotati di sintonia speciale con il mondo dell’arte. L’alchimia magica nata fra l’associazione Amici dell’Unitalsi di Vedano al Lambro (attiva dal 1985), specie nella persona di Franco Carlo Villa – storico presidente – ed esponenti visuali provenienti da tutta Italia, nella giovane e polivalente Casa Francesco di Vedano, è in questo senso un modello unico, fondato sul concetto che la persona vada curata e seguita a 360 gradi, garantendole quel benessere interiore che è essenza primaria della vita stessa.

Inaugurata nel 2017, la struttura vedanese dedicata ai servizi sociali è frutto del progetto dall’architetto vedanese Oliviero Zappa, e si sviluppa su tre livelli (più uno interrato), che un sottile artificio prospettico dal piazzale del parcheggio antistante fa apparire meno elevata e più orientata in senso orizzontale. L’intitolazione dello stabile dalla linea futuristica è un tributo alla storica visita di Papa Francesco in Brianza, coronata dalla celebrazione eucaristica nel Parco di Monza a marzo di quell’anno. La sensazione che si respira solamente osservando il giardino che ci introduce alla Casa è paragonabile a quella che si potrebbe tranquillamente percepire in un tradizionale parco sculture. E non a caso alcuni dei nomi ospitati, guardando alle figure di Pieralberto Filippi e Sonia Scaccabarozzi, si ritrovano in questo tipo di ambienti strettamente dedicati all’arte sulla falsa linea di Villa Mariani di Casatenovo.

Varcando l’ingresso si ha la conferma di trovarsi di fronte a un progetto fuori dagli schemi ordinari per l’idea. Concezioni stilistiche anche distanti si intrecciano con stupefacente armonia nell’area di accoglienza, dominata dalla gioia cromatica in forma di resina che da decenni catalizza la ricerca visiva del creativo monzese Roberto Spadea. Mentre subito a fianco, l’atmosfera torna a farsi più seria e sacrale, con l’angolo di spiritualità ispirata dalla crocifissione bronzea Luce di Salvatore Vassallo, e dalla seduta di Papa Francesco – utilizzata in occasione della storica funzione del 2017 al Parco di Monza –. Un oggetto che qui ha trovato dimora dopo l’attesissimo evento che ha riunito milioni di fedeli nella Brianza, e che a Vedano (dove ricade come parrocchia il territorio del Parco) è custodito come un gioiello spirituale, simbolo e ricordo di un’occasione irripetibile.

Dopo un incipit d’impatto emozionale così forte, lo spazio sembra moltiplicarsi nel luminoso salone polifunzionale e dallo scenografico soffitto ligneo, dove dalle ampie vetrate nelle giornate serene filtra luce vitale. L’estasi raggiunge in fretta vette impensabili se ci si sofferma per un istante a comprendere la sola idea che può aver ispirato le lance confitte nel muro de I Guardiani del Tempio. Un’opera da grandi contesti d’arte, del versatile Armando Marrocco, già artefice del portale bronzeo del Duomo di Lecce e di svariate testimonianze scultoree disseminate nella sua terra salentina. È chiaro che un ambiente così stimolante sia ideale per favorire la socializzazione di persone in solitudine e a rischio emarginazione. Da qui la scelta convinta di abbellirlo con la forza espressiva dell’arte. L’itinerario all’interno della Casa si presenta costellato qua e là da inconfondibili dipinti, vivaci e dall’immancabile motivo floreale di Alessandro Consonni: è lui nel 2015, quando la costruzione dello stabile di nuovissima concezione e a forte efficienza energetica è ancora in divenire, ad inaugurare il filone artistico del nascente centro, con una mostra precorritrice di questo futuro versante fortunato riservato all’arte, che negli anni a seguire l’associazione ha deciso di strutturare.

Proseguendo nella visita, questo “museo alternativo” ci svela una “sezione fotografica”: al pian terreno l’originale progetto di una palestra attrezzata per la ginnastica leggera e riabilitativa, sostenuto da un importante finanziamento di Fondazione Decathlon, ci conduce in una dimensione epica, favorita dalle immagini in formato esteso alle pareti, rievocatrici di due indimenticabili mostre fotografiche monzesi di Ercole Colombo all’Autodromo e al Palazzo dell’Arengario, con protagonisti gli scatti ai miti e alla gesta memorabili di una Formula Uno che non c’è più. Al primo e al secondo piano ci attendono quindi altre sorprese visuali alle pareti, ad allietare utenti e personale (tutto volontario) che offre generosamente i servizi di sostegno previsti, erogati gratuitamente dall’associazione Amici dell’Unitalsi, grazie anche al supporto fondamentale di libere donazioni di privati cittadini, società, enti e fondazioni. Un aiuto che in questi anni non è mai mancato, e rappresenta la vera benzina di un progetto che ha bisogno di essere continuamente sostenuto.

Proseguendo al primo livello, troviamo ambulatori per prestazioni infermieristiche e fisioterapiche, un bagno attrezzato per l’igiene delle persone ammalate o anziane, uffici e sala riunione dell’associazione; e al secondo piano, un locale destinato a laboratorio per attività manuali tenuto dall’associazione onlus monzese Facciavista, riservate a ragazzi con lo spettro autistico, si collega all’esterno ad un ampio terrazzo parzialmente coperto, che nelle giornate di sole consente ai frequentanti di godersi con un po’ di sforzo d’immaginazione, una piacevole evasione nel cielo, mentre a tenere compagnia sono le figure umane stilizzate di Carlo Guzzi, tutt’altro che invadenti, appartate in un angolo del terrazzo.

Casa Francesco è anche un punto di riferimento importante a cui possono affidarsi le associazioni vedanesi e non solo. Ma prima di tutto è un punto di appoggio per la persona fragile, che non può, ma deve chiedere aiuto, potendo contare, fra i servizi più importanti: su accoglienza e intrattenimento degli anziani; trasporto ammalati e persone con disabilità; la mensa solidale per alcuni giorni alla settimana, e consegna pasti gratuiti a domicilio; un poliambulatorio che opera in rete con associazioni e territori comunali e volto a combattere le “nuove povertà”; un servizio di igiene alla persona; un centro di aiuto per donne maltrattate; la concessione temporanea di ausili sanitari e un servizio di telefonia sociale; alloggi temporanei per persone in situazioni di emergenza. Un ricco ventaglio di opportunità rese possibili dall’operato gratuito di quasi 100 volontari e di professionisti mossi da un amore incondizionato per il progetto, dai medici ai fisioterapisti, e un efficiente parco mezzi.

Di fronte a un simile dispiegamento di risorse e tempo, è evidente come il bene per la causa sociale sia più forte anche del riconoscimento economico di chi vi opera. Lo stesso discorso vale per gli artisti scomodati, selezionati dai due curatori artistici, Felice Terrabuio ed Emanuela Genovese, dell’ormai strutturato progetto culturale innovativo di cui abbiamo parlato che è Casa Francesco Art, che ogni anno non manca di aggiungere nuovi pezzi alla sua collezione sempre in progress. Molti di loro, oltre ad avere familiarizzato con l’ambiente ed essere di fatto parte della Casa vedanese, hanno fatto intravedere una sensibilità religiosa che si sposa bene fra l’altro con la loro azione spontanea e benefica. Ma il valore inclusivo di questa realtà raggiante e accogliente è percepibile anche visivamente nella scelta di non separarla tramite cancellate o recinzioni dal resto della vita del paese, ma anzi, di collegarla con una passatoia, simbolicamente e non solo, al resto della comunità, di cui è parte integrante e vitale.

E gli eventi in pochi anni già organizzati raccontano bene i risultati raggiunti in breve e l’unità di questa famiglia allargata, che ha vissuto serate di grande allegria e spensieratezza: come non ricordare i concerti di ospiti autorevoli, o le cene preparate da ragazzi con disabilità intellettive – sfruttando la cucina industriale presente – avviati al mondo della ristorazione dall’associazione onlus monzese Silvia Tremolada. Un contesto così distinto quanto naturalmente sempre aperto a inediti sviluppi, grazie alla visione manageriale di Franco Carlo Villa, la mente ideatrice principale di questa casa naturalmente inclusiva: un disegno di grande prospettiva, senza barriere sociali, e illuminato dalla magia dell’arte. 

Artisti partecipanti: Alessandro Consonni, Pieralberto Filippi, Graziella Fumagalli, Letizia Mammini, Armando Marrocco, Alberto Salvati, Sonia Scaccabarozzi, Roberto Spadea, Pietro Silvestro, Susanna Biasini, Francesca Provetti, Carlo Guzzi, Salvatore Vassallo, Ercole Colombo.

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